Caratteristiche della Psicoterapia Psicoanalitica: 

La psicoterapia psicoanalitica  si svolge attraverso il colloquio individuale, l’ascolto e l’osservazione dell’espressione del pensiero attraverso le parole.  E’ possibile  svolgere un percorso psicoterapico in modi e tempi diversi sulla base degli scopi che la persona si prefigge di raggiungere:  psicoterapia breve, psicoterapia psicoanalitica,  psicoterapia con l’uso  del lettino e con la frequenza di due o più sedute la settimana. La scelta va concordata con il cliente.

La metodologia e lo sfondo teorico che guidano l’intervento sono quelli psicoanalitici:

volti   all’elaborazione di quei tratti caratteriali che sono fonte di disagio o che vengono messi in atto con effetti disfunzionali nei rapporti interpersonali. Il lavoro si basa sull’analisi delle  difese del paziente, sull’aanlisi della  psicosessualità e  dei  sogni. Attraverso questi canali, lo scopo comune del terapeuta e dell’analizzando è quello di rendere conscio l’inconscio e di scoprire, nella stanza di analisi, qualcosa di sè  che prima non si sapeva. Lo scopo fondamentale della Psicoterapia Psicoanalitica è una riorganizzazione funzionale della persona che tocca tutti gli ambiti della vita del paziente. Lo specifico problema viene analizzato  in un contesto più ampio della vita della persona. La reazione teraputica e la narrazione del pazinete  diventano l’ oggetto del’analisi. 

Concetti chiave della Psicoanalisi 

Funzionamento mentale inconscio: Freud ha elaborato una teoria ed una tecnica che attribuiva importanza centrale alla mente inconscia. Questa enfasi sulla vita mentale inconscia rimane alla base della psicoterapia psicoanalitica. Prospettiva Evolutiva la necessità di un punto di vista evolutivo è alla base del pensiero psicodinamico. Le esperienze infantili, insieme alla caratteristiche genetiche dell’individuo, plasmano la persona adulta. Il comportamento geneticamente determinato del bambino influenza gran parte dell’interazione con i genitori. Caratteristiche ereditarie evocano risposte parentali specifiche (Reiss et al., 1995) e il comportamento dei genitori plasma lo sviluppo della personalità dei figli. Nella dimensione evolutiva svolgono un ruolo centrale le complesse interazioni tra fattori propri del bambino , le caratteristiche psicologiche dei genitori e la corrispondenza tra genitori e figli (Gabbard, 2005). Transfert: concetto psicodinamico fondamentale, pattern tipici delle relazioni infantili si ripetono nel presente con il terapeuta. Al terapeuta vengono attribuite caratteristiche proprie di una figura del passato, e sentimenti associati a questa figura vengono vissuti con il terapeuta secondo le stesse modalità. Per Freud il transfert era un cliché: i desideri lipidici dell’infanzia venivano trasferiti direttamente sull’analista (Freud, 1912, p.524). I kleiniani hanno esteso il concetto di transfert attraverso il concetto di identificazione proiettiva (feldman, 1997; Gabbard, 1995; Joseph, 1989; Ogden, 1979; Spilluis, 1992).  nell’identificazione proiettiva il paziente proietta inconsciamente sul terapeuta una rappresentazione del Sè o dell’oggetto, quindi esercitando una pressione interpersonale, “forza” il terapeuta ad assumere caratteristiche similia quelle della rappresentazione proiettata. Controtransfert: un concetto fondamentale del pensiero psicodinamico è che paziente e terapeuta hanno due soggettività distinte che interagiscono nel corso della psicoterapia. Il terapeuta non è uno scienziato che osserva un campione al microscopio. E’ un essere umano con i suoi conflitti e le sue difficoltà emotive. Analogamente al paziente percepisce inconsciamente la persona che di fronte come una figura del passato. questa è la concezione freudiana del controtransfert. Attualmente si considera il controtransfert come un processo che si crea nel terapeuta a partire da elementi diversi: sentimenti indotti dal comportamento del paziente che attraverso l’identificazione proiettiva ricrea una vecchia relazione oggettuale in cui al terapeuta  viene attribuita la parte di uno dei protagonisti (gabbare, 1995). Resistenza: un altro principio fondamentale della sicoterpia psicodinamica è che il paziente è ambivalente rispetto al cambiamento. Il suo equilibrio intrapsichico intrapsichico è stato raggiunto dopo anni di impiego di specifici meccanismi di difesa per tenere a bada affetti dolorosi. Il fatto di entrare in terapia minaccia questo equilibrio; il paziente può quindi inconsciamente opporsi  ai tentativi del terapeuta di produrre insight e cambiamento. I meccanismi di difesa del paziente vengono attivati dalla terapia sotto forma di resistenze (Greeson, 1967). Determinismo psichico: Comportamenti e sintomi sono a volte causati da una specifica costellazione intrapsichica di fattori che interagiscono per produrre un risultato finale, mentre in altri casi derivano da fattori eziologici differenti. Fantasie incoscie associate alla ricerca del piacere e del sicurezza sono spesso alla base  delle motivazioni che determinano la modalità in cui ci poniamo nei confronti degli altri e conduciamo la nostra vita (Fonagy, Target, 2003). La soggettività unica del paziente:  un ulteriore principio del pensiero psicodinamico è che non sappiamo davvero chi siamo. A causa di una varietà di conflitti, proibizioni, ansie e difese tendiamo a nasconderci da noi stessi; l’obiettivo del terapeuta psicodinamico  è scoprire il vero Sè del paziente.

Idoneità alla Psicoterapia Psicoanalitica:

Il successo della Psicoterapia Psicoanalitica dipende almeno in parte dal processo di valutazione iniziale, che consente di selezionare i pazienti realmente idonei a intraprenderla. La valutazione di tale idoneità inizia con un colloquio in cui al paziente vien chiesto di raccontare la sua storia liberamente.

La valutazione riguarda due principi: 1) il paziente può rispondere ad una psicoterapia psicodinamica a lungo termine? 2) il paziente presenta le caratteristiche che lo rendono idoneo a questa terapia? In alcuni casi l’idoneità i meno può essere determinata solo dopo molte sedute. per il terapeuta il colloquio iniziale serve per fare un’accurata  diagnosi psicodinamica, non quello di fornire trattamento.

Collaborazione tra paziente e terapeuta: il terapeuta psicodinamico vuole sempre andare oltre una diagnosi descrittiva e arrivare a conoscere il paziente come essere umano. Nel colloquio psicodinamico il paziente deve essere un collaboratore (Gabbard, 2005a; Peebles-Kleiger, 2002). Il terapeuta vuole sapere se i pazienti sono in grado di collaborare alla comprensione del fatto che i problemi derivano da una matrice  di esperienze del passato e del presente. Lo psicoterapeuta psicodinamico vuole anche valutare la costellazione di meccanismi di difesa che caratterizzano ogni paziente.

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